Né nuova terra, né un nuovo paradiso, scrive Wendell Berry in The Wild Geese (1973). Una mia versione.
A cavallo di domenica mattina,
finito il raccolto, gustiamo cachi
e uva selvatica, il dolce acuminato
di fine estate. Nel labirinto che fa il tempo
sui campi autunnali diciamo i nomi
di chi è andato ad occidente, nomi
che riposano nelle fosse. Apriamo
un seme di caco per vedervi l’albero
che vi dimora delicato,
in promessa nel midollo del seme.
Sopra di noi appaiono le oche,
passano e si chiude il cielo. L’abbandono,
come nel sonno e nell’amore, le tiene
sulla strada, chiare,
nella fede antica: quello che ci serve
è qui. E noi preghiamo, non
per una nuova terra o un paradiso, ma per stare
quieti in cuore, e nell’occhio
chiari. Quello che ci serve è qui.
(© Daniele Gigli, 2023-2024. Condivisione autorizzata a fini non commerciali citando la fonte)

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