«Un posto dove niente può morire». Quel posto oscuro e nascosto in cui portiamo a medicarsi le nostre paure, dove andiamo quasi senza saperlo ad attendere un perdono. Dove il ricordo ci addormenta e ci risveglia nella terra del non visto, in attesa, sapendo e non sapendo.
Una traduzione da Lance Henson, scrittore di origine cheyenne di stanza a Bologna, che scrive questi versi nel 2021 «in Italia, durante la pandemia».
Untitled / Senza titolo
di Lance Henson
Ecco qui un posto dove niente può morire
Oscurità che vive nelle foglie
Dove portiamo le nostre notti senza saperlo
La nostra paura prima che inizi il canto
I nostri nomi silenziosi sperando nel perdono
Dove portiamo le nostre mani che profumano di fiume
Le nostre preghiere a guardarci di nascosto
Lo scenario in cui tenemmo le piume sgualcite
Di un uccellino caduto
E ci svegliammo nella terra del non visto
Ecco qui un posto dove niente può morire
(© per la traduzione Daniele Gigli, 2024. Condivisione autorizzata a fini non commerciali citando la fonte)

Lascia un commento