Come se nulla finisse

Un secolo vissuto a volo d’aquila in una manciata di versi. L’America, il Nuovo Mondo che tritura vite e speranze, il tempo accelerato della modernità che consuma sé ma non gli eventi – che anche se paiono finire invece restano, simultanei.
Un’altra imitazione da
A Far Rockaway of the Heart di Lawrence Ferlinghetti (1997).


A Far Rockaway of the Heart, 1
di Lawrence Ferlinghetti

Tutto cambia e niente cambia – secoli finiscono
e tutto continua
come se nulla finisse,
mentre le nubi insistono a fermarsi a mezzovolo
come dirigibili incastrati tra venti contrari
e la febbre della vita smodata di città
ancora strozza le strade.

Ma ancora io sento cantare –
ancora si mischiano le voci dei poeti a quelle delle troie
nella vecchia Mannahatta o nella Parigi di Baudelaire,
richiami d’uccelli risuonano
tra i vichi della storia e i loro nomi nuovi –
e adesso è il Novecento
e la Borsa è crollata di nuovo,
mio padre vagabonda nel fedora – gli occhi sulla strada,
in tasca soltanto
una lira italiana e un centesimo testa d’indiano.

Contrabbando e carri funebri sfilano alla moviola,
una campana suona dalla chiesa in mezzo agli antifurti
nell’anno duemila,
mentre vestiti nuovi corrono al lavoro
in grattacieli oscillanti,
mentre gli strilloni ancora gridano annunciando
l’ultima follia –
e s’alzano risate sul mare lontano.

(© Daniele Gigli per la traduzione e il commento. Condivisione autorizzata a fini non commerciali citando la fonte)


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