Nel mondo di perpetua solitudine

Eraclito lo sa, che la via in basso e la via in alto sono la stessa via. Con Eraclito lo sa Eliot, che di questa identità ne fa uno dei punti cardinali dei suoi Quartetti. Con Eraclito e con Eliot, insieme con Eraclito e per mezzo di Eliot, tentiamo di avvicinarci anche noi, traducendo un passo della granitica poesia di Burnt Norton.


Burnt Norton, III, 24-37
di T.S. Eliot

Scendi più in basso, scendi soltanto
nel mondo di perpetua solitudine,
mondo non mondo, ma ciò che non è mondo,
buio interiore, privazione, abbandono
di ogni possesso, essiccazione
del mondo del senso, evacuazione
del mondo di fantasia, cessazione
del mondo dello spirito;
questa è una via, e l’altra
è la stessa, non movimento
ma astensione dal movimento; mentre il mondo si muove
nei suoi appetiti, per le sue vie asfaltate
di tempo passato e tempo futuro.

(© Daniele Gigli, 2025. Condivisione autorizzata a fini non commerciali citando la fonte)


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Risposta

  1. Avatar fullybeard9c3f80931a

    Così è, Daniele, e lo sperimentiamo tutti, tutto. Ognuno, Everyman…

    In una perenne traiettoria che ebbe un’origine, bomba di energia, e che sa essere delicata. Desolatamente.

    Ciao

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